16 maggio 2007

Lemure a capo del racket dell'acqua

Lemure a capo del racket dell'acqua.

12 commenti:

  1. uguale uguale a tony soprano.

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  2. Questo lemure è a capo di una cosca da sempre antagonista ai pinguini mafiosi di Madagascar. Se, dopo la camorra, l'ottimo Saviano ci documenterà anche sulla mafia sono sicura che lo ritroveremo.

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  3. L'esorciccio: sì, anche se è ancora un po' magro. Il suo sogno è diventare un vero "lemure di panza".
    Ladra di caramelle: Saviano è un uomo di fegato ma dubito che avrà il coraggio di mettersi contro i pinguini. Tutti sanno che sono terribili! Questo per esempio sta mangiando vivo il figlio di un pentito.

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  4. Il primate delle estorsioni è saldamente detenuto (pare che un uccellino abbia cantato)

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  5. V: vedi, se dicevi una cosa così sul gatto di lunedì un 10 non te lo toglieva nessuno.
    Maria: in effetti, è un lemure abituato a sentirsi dare ragione.
    Sgrignapola: idem come V. Si vede che il corso di recupero del Mainardi ti fa bene.

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  6. "la classe non è acqua"

    lord rumel & sir batoio

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  7. Porph: esatto, si fa chiamare proprio "sir batoio"! Come facevi a saperlo? E' un nome che circola solo nella banda. Non è che sei del giro?

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  8. Diventiamo un attimo seri:

    “Non permettiamo uomini che le nostre terre diventino luoghi di camorra, diventino un’unica grande Gomorra da distruggere! Non permettiamo uomini di camorra, e non bestie, uomini come tutti, che quello che altrove diventa lecito trovi qui la sua energia illecita, non permettiamo che altrove si edifichi ciò che qui viene distrutto. Create il deserto attorno alle vostre ville, non frapponete tra ciò che siete e ciò che volete solo la vostra assoluta volontà. Ricordate. Allora il Signore fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco; Egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale (Genesi 19, 12-29). Dobbiamo rischiare di divenire di sale, dobbiamo girarci a guardare cosa sta accadendo, cosa si accanisce su Gomorra, la distruzione totale dove la vita è sommata o sottratta alle vostre operazioni economiche. Non vedete che questa terra è Gomorra, non lo vedete? Ricordate. Quando vedranno che tutto il suo suolo sarà zolfo, sale, arsura e non vi sarà più sementa, né prodotto, né erba di sorta che vi cresca, come dopo la rovina di Sodoma, di Gomorra, di Adma e di Seboim che il Signore distrusse nella Sua ira e nel Suo furore, (Deuterenomio 29, 22). Si muore per un sì e per un no, si dà la vita per un ordine e una scelta di qualcuno, fate decenni di carcere per raggiungere un potere di morte, guadagnate montagne di danaro che investirete in case che non abiterete, in banche dove non entrerete mai, in ristoranti che non gestirete, in aziende che non dirigerete, comandate un potere di morte cercando di dominare una vita che consumate nascosti sotto terra, circondati da guardaspalle. Uccidete e venite uccisi in una partita di scacchi il cui re non siete voi ma coloro che da voi prendono ricchezza facendovi mangiare l’uno con l’altro fin quando nessuno potrà fare scacco e ci sarà solo una pedina sulla scacchiera. E non sarete voi. Quello che divorate qui lo sputate altrove, lontano, facendo come le uccelle che vomitano il cibo nella bocca dei loro pulcini. Ma non sono pulcini quelli che imbeccate ma avvoltoi e voi non siete uccelle ma bufali pronti a distruggersi in un luogo dove sangue e potere sono i termini della vittoria. È giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra”.

    Cipriano smise di leggere. Sembrava che in mente avesse immaginato tutte le facce a cui avrebbe voluto sbattere sul grugno quelle parole. Respirava con un affanno strozzato, da asmatico. Chiuse il quaderno e se ne andò senza salutarmi.

    (Gomorra – Roberto Saviano)

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  9. Ladra di Caramelle: grazie, è un testo pieno di passione e di indignazione, che sono cose per cui ho molto rispetto. Infatti, ho regalato "Gomorra" a un'amica, che sapevo che l'avrebbe apprezzato. Da parte mia, evito di leggerlo perché purtroppo mi conosco.

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