17 novembre 2006

Cane handicappato che non ha smesso di amare la vita.

12 commenti:

  1. Dedicata al protagonista della foto:

    Noi
    figli della terra amara
    figli della terra scura
    Noi senza cielo
    senza storia
    senza luce
    senza memoria
    Noi
    ingannati
    derisi
    violentati
    Noi figli di un Dio Minore
    coltiviamo un sogno
    io insieme a voi
    voglio cogliere
    un frutto dall'albero della vita

    (Lilia Verri - Il silenzio smarrito)

    RispondiElimina
  2. Ladra di caramelle, sembra scritta apposta. Chi è più figlio della terra amara e scura di un cane? Sei forte con le poesie.

    RispondiElimina
  3. Scusa Filter, ma come lo sai che la ama?

    RispondiElimina
  4. Cktc, glielo leggo negli occhi. A te sembra un cane che vuole morire?

    RispondiElimina
  5. loforestieroprolisso17/11/06 14:22

    Condivido.
    Forse passa solitamente i suoi giorni in una cesta in penombra, lurido, acrimonioso ed afflitto (immagino il clichè del reduce del vietnam, con tanto di incubi con suono di elicotteri in sottofondo) ma quello ritratto è un cane felice, fosse anche solo perchè sente una corrente d'aria scorrergli sul muso.

    Ciò che mi lascia un pò perplesso riguardo il clay regazzoni qui riprodotto è il (giusto) mistero dell'espletamento delle necessità fisiologiche.

    Davvero una gran foto.

    RispondiElimina
  6. Mi viene in mente una frase della mia prof di matematica: se mio nonno avesse avuto le route sarebbe stato una carriola.

    Non mi sembra a norma, pero'. Manca il ruotino.

    RispondiElimina
  7. Come puoi smettere di amare la vita quando là in fondo intravedi una riga blu e il vento ti scompiglia le orecchie?

    RispondiElimina
  8. Grazie, LoForestieroProlisso. Io avevo pensato al capitano di Forrest Gump, e anche alle motociclette di Easy Rider. Le necessità fisiologiche non mi erano venute in mente.
    Sgrignapola, sì, in pratica si tratta di fare il risciò di se stessi. Comunque io non avrei cuore di multare il cane per l'infrazione del ruotino.
    Rotella, e non dimentichiamo la sabbia nelle zampe.

    RispondiElimina
  9. Sarà che non sono in forma oggi, ma a me viene solo tristezza a vedere quel cane. Io penso alla sua sofferenza... chissà perché se tutti in quanti lo vedete cosi' felice...
    Il paesaggio invece, si è una cosa allegra da vedere... e fa sognare

    RispondiElimina
  10. Cktc, capisco, ma non dobbiamo dare per scontato che gli animali ragionino come noi. La locuzione "accanimento terapeutico" viene da "cane", e credo si riferisca al fatto che un cane farebbe di tutto per non lasciare morire il padrone. Un cane è il tipo di animale che può attaccare il padrone alle macchine più sofisticate e poi stare lì tutto il giorno a leccargli la faccia sperando che si risvegli. Forse si attende lo stesso da noi. Forse questo cane è felice che il padrone gli abbia comprato un carrello per portarselo con sé sulla spiaggia. O forse, chissà, è un cane che ha già firmato per l'eutanasia ma ha chiesto di camminare su una spiaggia per l'ultima volta. La vita è un piccolo mistero.

    RispondiElimina
  11. ... giusto, è il cane TenenteDan! PS. la poesia però non è mia.

    RispondiElimina
  12. Ladra di caramelle, giusto, era un tenente! La poesia, lo so, avevo letto nome dell'autrice e titolo. Intendevo che eri stata in gamba a trovarne al volo una così azzeccata.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.